La Norma UNI 11506 e le successive versioni - come la Norma UNI 11621 la EN 16234, suo recepimento europeo - identificano strumenti e titoli per definire profili informatici che siano comuni in tutti i settori e mercati.

Vediamo di capirne di più con queste FAQ.

  • Dalla sua introduzione, nel 2013, a oggi, che percorso ha compiuto finora la Norma Uni 11506? A che punto è il mercato del lavoro IT, in Italia e all’estero, rispetto alle certificazioni previste dalla norma? (Sarebbe magari interessante capire a grandi linee di che numeri parliamo, quanti siano i professionisti o aspiranti professionisti candidabili per ottenere la certificazione, e anche capire quanto le aziende siano informate sul tema)

Una premessa: la Norma UNI 11506 si basa su Framework europei collaborativi che mappano conoscenze, abilità, competenze ed altri elementi in maniera strutturata e dinamica. L’Italia è stata la prima ad utilizzali per creare una norma Uni, ed ora a livello europeo si sta lavorando alla Norma EN 16234 che recepisce gli sforzi italiani. Gli sforzi per l’implementazione della Norma sono quindi enormi sia a livello nazionale – dove sono in pubblicazione numerose norme ancillari – che a livello europeo. 

Queste azioni hanno già iniziato ad avere dirette conseguenze sulla profilazione delle professionalità nel settore IT, ovvero di circa mezzo milione di professionisti. Finora le certificazioni esistenti si sono basate su schemi proprietari (soprattutto ad opera di vendor) invece che, come nel nostro caso, su norme tecniche condivise. 

Stimiamo che i primi risultati della penetrazione di queste certificazioni si avranno in 12-24 mesi, per raggiungere successivamente una visibilità importante. Dopodiché la conoscenza crescerà esponenzialmente diventando LO standard di riferimento da indicare nei bandi di gara e quindi nella profilazione del personale assunto e da assumere.

 

  • Più che attuare una verifica di competenza, queste Certificazioni verificano la conformità a un profilo. Perché è importante questa distinzione? Credete che nel settore IT ci sia ancora troppa confusione o mancata corrispondenza tra ruoli (svolti in azienda) e competenze?

È utile fare un po' di chiarezza sul tema visto che prima dell'avvento di queste norme la situazione era molto poco definita e ancora oggi la confusione è elevata. La UNI 11506 definisce le competenze, le abilità e le conoscenze per il settore ICT. Le norme ad essa ancillari si occupano di mettere insieme questi elementi per costruire dei profili professionali.

La verifica effettiva delle competenze spetta agli enti di certificazione del personale, come è anche correttamente specificato nella legge 4 del 2013. Ciò detto i ruoli aziendali in ambito ICT sono spesso assimilabili a dei profili ma non sono stati costruiti in modo consapevole su di essi quanto piuttosto sulle necessità stratificate dell'azienda. I profili professionali delle norme UNI possono costituire un'importante occasione per effettuare una revisione in questo contesto.

 

  • Quali sono, tra quelli oggetto delle certificazioni Uni, i profili oggi più richiesti e in ascesa nel mondo del lavoro? Per esempio si parla spesso, negli studi condotti da società di ricerca come Idc e Gartner o in quelli sponsorizzati dai vendor, della crescente richiesta di data scientist, di esperti in analytics e Big Data. Avete riscontri di questo tipo?

I primi profili ad essere stati pubblicati sono quelli relativi alle professioni del web: parliamo dei professionisti legati alla progettazione e all'esercizio di piattaforme web (data scientists) e alla sicurezza delle informazioni (impropriamente chiamata cybersecurity), che riveste un ruolo sempre maggiore nell’economia delle aziende.

A questi, seguono i profili legati alla gestione dei dati e della privacy e via via tutti gli altri settori.

 

  • Che tipo di vantaggi ottiene un professionista informatico conseguendo una delle certificazioni Uni?

Le norme UNI costituiscono il primo elemento di riferimento totalmente indipendente e oggettivo sia per le aziende che per i professionisti. È lecito attendersi che progressivamente entrambi questi soggetti andranno ad utilizzare, con mutuo beneficio, questa lingua comune che prima mancava.

Le norme UNI, seguendo pienamente la loro ragion d'essere, costituiranno il ponte tra domanda e offerta quindi chiunque si basi su di esse può godere di una più facile comprensione delle proprie necessità e del proprio profilo professionale.

L’accezione che ne diamo noi è quella di una certificazione di riconoscimento professionale (non di inizio di attività), da raccomandare come passo successivo alle certificazioni dei vendor e/o delle associazioni internazionali pre-esistenti, che affermi quindi il raggiungimento di una maturità professionale certificabile da una norma Uni/EN. Questo a livello strettamente personale. Possiamo poi immaginare il valore che avrà questo titolo per le aziende nel momento in cui nei bandi di gara verranno richiesti professionisti con profili certificati secondo questi schemi.

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